Gli esperti rivelano: gli autori dell'aggressione che ha messo ko il network di videogiocatori stanno tentando di "piazzare" i dati personali rubati agli utenti. La Sony non conferma l'esistenza del database, ma il titolo crolla dopo la notizia di possibili class actions.
La notizia, se confermata, rischia di scatenare ulteriormente le ire degli utenti contro il network mondiale della PlayStation e della Sony: l'assalto informatico alla Rete dei giocatori online della console avrebbe portato alla sottrazione non solo dei dati personali degli utenti, ma anche di circa 2 milioni e 200 mila numeri di carte di credito utilizzate per pagare il collegamento al network stesso e per l'acquisto di film e video.
A rivelare questa notizia è uno dei principali fornitori mondiali di sistemi di protezione e sicurezza informatica, Trend Micro. Kevin Stevens,esponente della società americana, afferma che i possibili autori dell'attacco al network della PlayStation sono in possesso di un database contenente informazioni sottratte alla Sony e che stanno provando a vendere la lista delle carte di credito ad un prezzo di circa 100 mila dollari. Stevens sostiene di aver avuto queste informazioni frequentando i forum "protetti" degli hacker. A sostegno di questa informazione, l'esponente di Trend Micro riporta anche il fatto che gli autori dell'assalto informatico alla Sony avrebbero provato a rivendere alla multinazionale nipponica l'intero database.
Il portavoce di Sony, Patrick Seybold, ha però smentito che siano giunte "offerte" in tal senso. "I dati delle carte di credito - ha detto - erano protetti e non abbiamo ancora le prove che anche queste informazioni siano state sottratte". Il fatto, però, che a otto giorni dall'attacco, la Sony non abbia ancora potuto accertare se vi siano state sottrazioni di dati così importanti getta un'ombra inquietante sulla situazione in cui versa il network, ancora bloccato.
Secondo un consulente della sicurezza di Isec Partners, Mathew Solnik, "le persone che stanno offrendo il database conoscono sicuramente dettagli sulle 'server farm' della Sony, il che lascia presumere che abbiano almeno una diretta conoscenza delle modalità e degli effetti dell'attacco".
Intanto, in tutto il mondo c'è forte preoccupazione per la vicenda. I governi di Germania e Gran Bretagna hanno chiesto alla Sony spiegazioni ufficiali sull'attacco informatico, mentre associazioni dei consumatori e studi di avvocati stanno valutando le forme e i tempi di una "class action" mondiale contro la multinazionale giapponese. I danni per gli utenti che potrebbero riflettersi sulla società informatica sono stati approssimativamente quantificati in circa un miliardo e mezzo di dollari. Il titolo alla Borsa di Tokyo è crollato proprio per la preoccupazione di una azione legale collettiva di portata internazionale.
Anche in Italia, diverse associazioni di consumatori si sono rivolti al Garante della Privacy affinché venga aperta un'istruttoria sul furto di dati. Nel nostro paese sono un milione e mezzo i giocatori iscritti al sistema realizzato dalla Sony.
di CLAUDIO GERINO
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