Ho trovato su eeepc.it uno dei primi fortunati che è riuscito a mettere le mani sul tanto atteso EeePad Transormer.
Riccardo, il blogger, ci lascia un video unboxing e le sue primissime impressioni, che riporto di seguito:
Sono finalmente riuscito a mettere le mani su un Eee Pad Transformer italiano e a girare un veloce video unbox. Il tablet è disponibile nel nostro paese in quantità limitata; la vera, grande distribuzione pare ci sarà a metà maggio, con la versione solo tablet seguita a ruota da quella con dock/tastiera abbinata. Beh, che dire del Transformer. Confermo tutte le buone cose dette sulla qualità dello schermo IPS, sulla bontà dei materiali e sul rapporto peso/dimensioni, ma anche le incertezze dell’immaturo (o almeno, così lo chiamano gli esperti) Android 3.0 Honeycomb.
La mia versione ha disco da 16Gb, WiFi, Bluetooth, GPS, un display 1280×800 px, due fotocamere da 1.2 e 5 megapixel, porta HDMI, lettore microSD e una batteria che promette 9.5 ore di autonomia (e c’è da crederci, visto l’hardware). 1Gb di RAM e il chipset Nvidia Tegra 2 dualcore assicurano una certa flessibilità; si riesce a giocare a titoli 3D, a guardare filmati HD, a replicarli su una TV esterna e a tenere aperti diversi programmi (da adesso in poi “apps”) alla volta. Ma se alcune di queste rispondono alla perfezione, sono reattive e scattanti, con altre si ha una sensazione di quasi-incertezza. Si chiama “mancata ottimizzazione” ed è un aspetto fondamentale nei tablet. L’ho notata nel browser web pre-installato, ma anche durante l’adattamento del desktop alla rotazione automatica dello schermo. Sotto il video unbox (peccato non ci sia un piccolo panno nella confezione) con un veloce test di navigazione web e usabilità del sistema.
Non voglio dire che Eee Pad Transformer è lento e impacciato, al contrario “schizza” la maggior parte delle volte, il touchscreen è vellutato ed è, sostanzialmente, divertente da usare. Ma posso usare come metro di paragone solo i tablet Apple, iPad e – in parte – iPad 2 e su questi l’esperienza complessiva credo sia superiore. D’altro canto stiamo parlando di prodotti diversi, di filosofie diverse, che forse non sarebbe neanche il caso di far scontrare così spesso (Android e iOS non solo dei semplici rivali, sono due modi differenti di vedere una stessa cosa – fermo restando che iOS è attualmente superiore a Honeycomb, penso nessuno possa smentire questo).
Ho apprezzato il telaio che asseconda il formato 16:10 dello schermo, con quei bordi laterali lavorati in modo da garantire il massimo grip, la migliore presa; non c’è nulla di forzato nel tenere in mano l’Eee Pad Transformer. Si riesce a stare comodi anche con un solo palmo aperto sul retro e con l’altra mano a toccare lo schermo. L’ergonomia quindi, è azzeccata.
Ecomi qui.
RispondiEliminaDa oggi non sono piú Pepperoni bensí Clay!
Per quqnto all'eeetransformer, mi sembra inutile la tastiera.
boh, mi piacerebbe chiedere ad uno che scrive per professione, vedi un giornalista, uno scrittore, se riuscirà mai a lavorare su una tastiera virtuale...
RispondiEliminaNon vogliamo che si regalino anche loro queste tavolette..?
Io non lo so se la tastierà fisica sarà mai un oggetto che pensioneremo...
Era meglio Pepperoni...
RispondiEliminaFacciamocene una ragione, la tastiera scomparira'...
RispondiEliminapuò darsi, ma secondo me non sarà così presto..
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