lunedì 21 novembre 2011

Telefono con tastiera o touch?




L'eterna diatriba tastiera-touch...Qualche volta si raggiungono toni polemici tra i diversi assertori che si avvicinano a guerre tra tifoserie da stadio.In merito a cio' desidero anch'io esprimere la mia opinione.
Di solito il "purista" che predilige la tastiera sul proprio mobile, tende a snobbare e a dare del bimbominchia all'utente "tuttotouch",cogliendo un po' di verita' in questo, ma solo riferita alle giovani masse convertite alla tendenza del momento; esiste anche una buona parte di persone che hanno abbracciato questo metodo motivandolo con validi argomenti e tra questi un articolo apparso tempo fa sul sito touchscreen che vi propongo:
L'impiego della tecnologia touch screen ha comportato numerosi vantaggi nel mondo tecnologico, non solo relativamente alle evoluzioni e alle nuove possibilità aperte da questa nuova funzione, ma soprattutto vista la praticità e l'effettiva comodità del dispositivo.
Uno dei vantaggi più consistenti e più facilmente percepibili riguarda l'incredibile semplificazione relativa all'interazione tra l'utente e lo schermo, oltre infatti all'uso delle mani, che rende il gesto estremamente naturale e rassicurante, lo schermo tattile ha permesso una maggiore flessibilità che ha portato conseguentemente alla realizzazione di strutture in grado di svolgere svariate funzioni, in maniera più semplice.
Con la tecnologia touch screen i pulsanti hanno perso ogni tipo di connotazione fisica, questi infatti vengono rappresentati da appositi disegni sullo schermo, hanno dimensioni più evidenti e risultano quindi semplici da selezionare.
Questa minore dipendenza da elementi fisici aggiuntivi rende il contatto immediato e quindi più familiare ed evidente, lo spazio presente sullo schermo è dunque interamente dedicato alle varie funzioni, e non più limitato per la presenza di altri tasti, oltre a questo, se si desidera aggiornare, modificare o inserire nuovi software al proprio dispositivo, è possibile installare semplicemente specifiche applicazioni o aggiornamenti, presenti su internet e scaricabili in maniera pratica e diretta.


Al di la' delle argomentazioni citate sopra, in cui a ben giudicare ci si puo' individuare una vena filosofica, la ragione che mi fa preferire (ebbene si!Faccio outing) questo metodo e' l'acquisto di spazio utile allo schermo, sottratto alla tastiera,in quanto quest'ultima e'facilmente emulabile,mentre lo schermo perso, non lo emuli in nessun modo. Pur comunque comprendendo che per particolari cerchie di persone (in genere professionisti,armati di BlackBerry) la tastiera fisica sia per immediatezza robustezza e affidabilita' quasi irrinunciabile; e la cosa affascinante e' che proprio codeste persone, con motivazioni da vendere, potrebbero perdersi in dotte discetterie a vantaggio delle loro scelte in tale materia, e invece...Se ne fregano, non si pongono il minimo problema; usano e abusano la loro tastiera pedissequamente in silenzio, ignari e ignavi (nel senso:privi di energia da sprecare in tali dispute).E invece che arma piu' confusione? quelli che...Nel 2004 scoprivano le magie del Treo 600...Quelli che si andava a letto dopo Carosello...Quelli che eccetera ecc...Voglio dire che, parecchi fautori dell'uso-tastiera sono solo pervasi da nostalgici rigurgiti del loro passato su cui vogliono rimanere ancorati il piu' possibile, accampando varie motivazioni sull'utilita' delle loro Qwerty (per me ormai Vintage).Ma va tutto bene! Ce spazio per qualunque esigenza, a patto che questi ultimi evitino di bollare come Cool-modaiolo-bimbomichia chiunque preferisca interagire solo con lo schermo, prendendo atto che comunque il normale processo evolutivo portera' all'abbandono del loro metodo, tanto vale: attrezzarsi in tempo!

martedì 13 settembre 2011

Apple: "Garanzia 1 anno" consumatori all'attacco





Per legge devono essere due. Indaga l'Antitrust. Prima denuncia in Trentino. L'azienda: dopo 12 mesi la responsabilità è dei venditori.



ROMA - Il Trentino contro la Apple. Strano a dirsi, ma parte proprio dal nord Italia l'ultima sfida alla multinazionale fondata da Steve Jobs. Al centro della disputa, sulla quale sta indagando l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, meglio nota come Antitrust, la durata della garanzia su iPhone, iPad e gli altri dispositivi prodotti dalla mela. La vicenda è cominciata un anno fa circa, quando il Centro ricerca tutela consumatori utenti (Crtcu) di Trento, denunciò il colosso di Cupertino per prassi commerciale sleale.

"Diverse persone continuano a segnalarci che i distributori di prodotti Apple non rispettano la legge europea e italiana sulle garanzie riconoscendo solo un anno di copertura", fanno sapere dal Crtcu di Trento. "Tutto ciò è in palese violazione degli articoli 132 e 133 del Codice del consumo che prevedono una durata legale di due anni". Di qui l'intervento dell'Antitrust, che in un comunicato stampa piuttosto sintetico afferma di aver avviato una procedura nei confronti dell'azienda americana e alla catena di negozi Comet.

"La garanzia è di due anni e su questo non possono esserci incertezze", dichiara una fonte interna dell'Autorità. Peccato che i termini internazionali della garanzia stabiliti dalla Apple vadano in tutt'altra direzione. Si parla di un anno di copertura, punto e basta. Non solo: l'azienda, a sua discrezione, può riparare il prodotto, sostituirlo, rimborsarlo. Finiti i dodici mesi però il problema non è più suo. Che poi è la tesi dei rivenditori Trentini: "Apple non viola le norme. Queste, infatti, prevedono che nel primo anno dopo l'acquisto le riparazioni spettino al produttore, mentre dal secondo anno, per danni di conformità, al rivenditore". Solo che certi negozianti, rivenditori esclusivi Apple in primis, si rifiutano di sostituire smartphone o tablet che siano, se sono passati più di dodici mesi.
Dall'Antitrust, in attesa del verdetto finale, sottolineano le direttive chiare della legge. "Non ha importanza se il rivenditore coincide con il produttore o meno (dunque se si è comprato l'iPhone in un Apple Store o da un distributore, ndr). Una volta che l'utente acquista il dispositivo in Italia, quel dispositivo deve essere garantito per due anni. Sarà poi un problema del rivenditore, se diverso dal produttore, stabilire un accordo con quest'ultimo. Ma non è certo una questione che può ricadere sulle spalle del consumatore".

C'è chi ha sostenuto che in realtà la legge non è poi così chiara come sembra. Eppure, a leggerla bene, di ambiguità non sembrano essercene. Anzi, l'articolo 134 dichiara nulla ogni clausola contrattuale che, prevedendo norme di una legislazione di un Paese extracomunitario, abbia l'effetto di privare il consumatore della protezione assicurata. E questo significa in soldoni che Apple, o chi per lei, può imporre le norme che preferisce altrove, ma se vende in Italia o un altro Paese membro dell'Unione Europea deve rispettare l'estensione di due anni della garanzia.

In attesa che l'indagine si concluda - l'Autorità garante della concorrenza parla di circa due mesi - e che si capisca se Cupertino e i distributori presi in esame dovranno pagare o meno la multa compresa fra i cinquemila e i cinquecentomila euro, la Apple Italia per ora non commenta. Probabile però che sarà costretta a farlo quando l'Antitrust renderà noto il suo parere e l'eventuale sanzione. Perché potrebbe esser costretta ad adottare una politica diversa in Europa da quella che ha deciso di seguire in tutto il resto del mondo.
Da LaRepubblica del 12/09/11

Finira' senza meno in un nulla di fatto, ma e' comunque importante che si dia un freno alla prepotenza che certe aziende (tra cui non dimentichiamo HP) perpetrano con i loro prodotti schiaffeggiando le leggi del nostro paese,e a cui noi da beoti porgiamo sempre l'altra guancia (e il portafoglio)

lunedì 15 agosto 2011

Google compra Motorola Mobility per 12,5 miliardi di dollari




GOOGLE si espande nella telefonia con l'acquisto di Motorola mobility, che produce i telefoni cellulari con il marchio Motorola. Secondo quanto ha reso noto Google stessa l'affare avverrà dietro pagamento di 40 dollari per azione in contanti, un totale di 12,5 miliardi di dollari ovvero un premio del 63 per cento rispetto alla chiusura del titolo Motorola mobility venerdì scorso.

L'operazione è stata approvata all'unanimità dai consigli di amministrazione di entrambe le società. Motorola produce già oggi telefoni che girano con il sistema operativo Android prodotto da Google: l'integrazione tra le due aziende dà a Google la possibilità di produrre per la prima volta in proprio i telefoni, oltre a fornire il software che fa funzionare il telefono. Uno sviluppo che mette Google sullo stesso piano di apple, che produce in proprio l'iphone.

Secondo Google, Motorola mobility sarà gestita come un'azienda separata. L'amministratore delegato di Google, Larry Page, ha scritto in un comunicato che "l'impegno totale di Motorola mobility per Android ha creato una combinazione naturale tra le nostre due aziende".

L'acquisto di Motorola Solutions, il ramo di Motorola che produce Smartphone, telefoni cellulari e tablet, permetterà a Google di diventare un concorrente di tutti i produttori di dispositivi mobili, inclusa la Apple di Steve Jobs. Secondo i dati a disposizione di Bloomberg si tratta della più grande operazione nel settore almeno nell'ultimo decennio.

"L'acquisizione di Motorola Mobility, già partner di Android - si legge nella nota - permetterà a Google di sviluppare ulteriormente l'ecosistema di Android (il sistema operativo per dispostivi mobili di Google, ndr) che resterà comunque un sistema aperto", a cui potranno quindi continuare ad avere accesso gli altri produttori di smartphone e telefoni mobili. Motorola Mobility resterà "un business separato" all'interno del gruppo di Mountain View.

Secondo l'amministratore delegato di Google, Larry Page, che parla di "una naturale complementarietà" tra Google e Motorola, lo sviluppo del sistema Android porterà "beneficio ai consumatori, ai partner e agli sviluppatori". "L'operazione - ha spiegato Sanjay Jha, amministratore delegato di Motorola Mobility - offre una valutazione significativa per gli azionisti e nuove stimolanti opportunità per i nostri azionisti, clienti e partners nel mondo. Abbiamo condiviso una proficua partnership con Google per migliorare la piattaforma Android e adesso attraverso questa unione saremo in grado di fare ancora di più per realizzare straordinarie soluzioni mobili".

L'operazione resta soggetta alle ordinarie condizioni sospensive, tra cui l'approvazione delle autorità competenti negli Usa, in unione Europea e in altre giurisdizioni. La transazione dovrebbe chiudersi definitivamente "entro la fine del 2011 o all'inizio del 2012".

Con il suo sistema operativo Android, il colosso di Mountain View già detiene il primato del software istallato sui telefoni cellulari venduti in tutto il mondo. Ma Apple detiene ancora il primo posto come produttore diretto di smartphone. Ora Google è in grado di contrastare frontalmente la leadership di Apple con i suoi iPhone immettendo sul mercato telefonini col proprio marchio esclusivo. E la battaglia si sposta anche sui "tablet". Non a caso Apple aveva iniziato in questi giorni una causa contro il Motorola Xoom, la "tavoletta" prodotta dall'azienda americana che, secondo l'azienda di Cupertino, "copia" molte delle funzioni e dei sistemi del suo iPad.

Così, la battaglia tra Google e Apple ormai si svolge su diversi fronti: quello del mercato, ora anche sui telefonini e tablet prodotti dalle due aziende, quello dei tribunali, dove da tempo Mountain View e Cupertino sono ai ferri corti per i brevetti e le funzioni inserite nei modelli dotati dei due sistemi operativi e, infine, quello dei notebook e del Cloud computing, dove Google sembra comunque avere acquisito punti di vantaggio sul rivale con i suoi "GoogleChrome" portatili che sono sempre connessi a Internet. A dichiarare eventualmente chi risulterà sconfitto dalla battaglia che si sta svolgendo su questi tre fronti, saranno però i consumatori che nei prossimi mesi potranno scegliere se dotarsi di un "Googlefonino" o di un "Melafonino", di un "iPad" o di un "Google Xoom Motorola", di un "GoogleChrome" o di un Mac portatile.

Da Repubblica

Questa notizia un po' mi sorprende; A suo tempo qualcuno "illuminato" gridava scandaloso l'acquisto di Skype per 8 miliardi di dollari da Microsoft; 12,5 miliardi di dollari per un'azienda che a lume di naso sembrava "bollita" gia' dal 2009 sembrano veramente un'esagerazione.Ma forse un povero blogger come me non e' strutturato per capire questi giochi di alta finanza, o forse...Google ha toppato?...

mercoledì 10 agosto 2011

Apple contro Samsung per il copyright sui tablet





ROMA - Il nuovo tablet della Samsung, il Galaxy Tab 10.1, non potrà essere più venduto in tutta Europa. La corte regionale di Dusseldorf ha accolto la richiesta della Apple, che accusa l'azienda coreana di aver infranto il copyright di alcuni elementi dell'iPad 2 integrandoli senza permesso nel suo tablet, e ha emesso un ingiunzione preliminare che vieta la distribuzione del tablet e blocca ogni azione di marketing della Samsung. L'ingiunzione ha effetto su tutto il territorio europeo. Samsung ricorrerà in appello, ma nel frattempo le vendite del Galaxy Tab saranno bloccate fino alla nuova decisione del giudice, che avverrà entro quattro settimane.

"Non è casuale che gli ultimi prodotti della Samsung assomiglino molto all'iPhone e all'iPad", ha dichiarato un portavoce della Apple, "dalla forma dell'hardware fino all'impacchettamento dei prodotti. Questo modo sfacciato di copiare è sbagliato e noi abbiamo bisogno di proteggere la proprietà intellettuale della Apple quando altre aziende rubano le nostre idee".

Lo scontro legale tra Apple e Samsung era già scoppiato ad aprile, quando la Apple aveva fatto causa alla Samsung in una corte della California del nord, accusando l'azienda coreana di copiare iPhone e iPad, e qualche giorno fa in Australia, per lo stesso motivo, ma in quel caso la Samsung aveva ironicamente dichiarato che "la Apple ha fatto posto alla corte federale australiana un reclamo attorno a una variante del Galaxy Tab 10.1 che la Samsung non ha
alcuna intenzione di vendere in Australia", ma le aziende avevano comunque trovato un accordo secondo il quale la variante non sarebbe stata messa in vendita "down under".

Che lo scontro principale oggi non sia quello tra Apple e Google, certamente importante e interessante, ma quello tra Apple e Samsung lo dicono ancora in pochi. Tra questi Erica Ogg, attenta osservatrice che scrive su GigaOm: "Sentiamo molto spesso che il futuro della comunicazione mobile si deciderà nella battaglia tra Apple e Google o tra l'iPhone e Android. ma è un modo troppo generico di vedere le cose. E' vero, Android si è affermato come il sistema operativo dominante negli smartphone, ma include molti smartphone di diverse aziende per essere comparato alla Apple e al suo iPhone. C'è però un singolo produttore di hardware che fa un eccellente uso di Android e che minaccia Apple su diversi fronti. Ed è Samsung. E il modo in cui la battaglia tra i due prenderà forma nei prossimi anni sarà affascinante".

E' davvero così, è Samsung l'avversario principale di Apple, non Google, soprattutto perché Samsung ha saputo dare una sua impronta a Android, personalizzandolo sulle proprie macchine, dando battaglia ad Apple su altri fronti, primo fra tutti quello dei tablet, e avendo un approccio per molti versi simile a quello dell'azienda di Cupertino sulla "coolness" dei propri prodotti. Sul fronte degli smarthone è l'unico a vendere un numero di macchine simile a quello di Apple, circa venti milioni. Il modello di punta, il Galaxy S, lo scorso anno ha venduto 10 milioni di pezzi, ma in soli 85 giorni il nuovo Galaxy S II ha venduto oltre 5 milioni di pezzi. Lo scontro si farà più duro a settembre, quando uscirà il nuovo iPhone, l'atteso 5, e si vedrà se le vendite di Samsung resisteranno alla classica ondata degli Apple maniaci.

Sui tablet lo scontro non è così vivace, perché per quanto è vero che Samsung è l'unico concorrente in campo, con i sui 5 milioni di tablet che si prevede debba vendere entro la fine dell'anno, contro i 38 milioni di Apple. Ma è anche vero che il nuovo Galaxy Tab 10.1 ha uno schermo leggermente più grande, è 4G ready e ha un prezzo sostanzialmente simile.

Su una cosa Apple è stata fino ad oggi avanti a tutti ed è il proprio "ecosistema", con iTunes e tra breve iCloud. Samsung ha adottato un simile approccio di recente, con buoni risultati ma non ha ancora annunciato alcun piano per il cloud, il che potrebbe essere un limite in futuro. Anche se, ovviamente, si potrà appoggiare al sistema cloud di Google.

Ma Samsung è più avanti, di una enorme quantità di lughezze, sul fronte delle tv, dove Apple non è ancora entrata nonostante i molti rumors che si susseguono da tempo, e più in generale sul terreno dell'elettronica di consumo, con un marchio fortissimo e riconoscibile, mentre Apple non esce da quello del digitale mobile e dei pc. Insomma, tenere d'occhio questo fronte è forse più interessante che seguirne altri. Perché il terreno del mobile è per ora nelle mani di questi due concorrenti, nonostante l'alleanza tra Nokia e Microsoft possa far immaginare, prima o poi, l'arrivo di un interessante "terzo incomodo".

Da Repubblica.it

E comunque, pur capendo la rabbia di Apple, c'e' da considerare che ormai per quanto riguardo il form factor, se non si vogliono introdurre curvature, oggi e'quasi obbligato e i device si assomigliano tutti, vedi i Tablet, non sono tutti delle cornici digitali un po' piu' grandi?

martedì 26 luglio 2011

RIM in crisi licenzia 2.000 impiegati!





Research In Motion ha annunciato l’intenzione di licenziare 2.000 dipendenti, circa il 10% del suo personale. Oltre al licenziamento dei dipendenti ha anche intenzione di cambiare i dirigenti dei piani superiori.
Rim sta subendo l’ascesa di Android ed Apple che continuano a conquistare grosse fette del mercato smartphone. Oltre ad i licenziamenti, il COO Don Morrison lascia l’azienda. Il suo ruolo sarà occupato da un paio di altri dirigenti. La compagnia non riesce a competere con i suoi avversari e vorrebbe rinnovare il suo sistema operativo QNX per spingere gli utenti ad acquistare Blackberry ancora una volta.

Thorsten Heins sta assumendo il ruolo di COO e responsabile di Prodotti e Vendite. Tutte le funzioni ingegneristiche del prodotto, compresi i team relativi ad hardware e software, si stanno consolidando sotto la direzione di Thorsten. Grazie a questo si spera di raggiungere una maggiore efficienza che contribuirà ad accelerare l’introduzione di nuovi prodotti.

Dopo più di dieci anni di successi nelle vendite per RIM in varie regioni tra cui Nord America, Asia Pacifico, Europa, Medio Oriente ed Africa, Patrick Spence sta assumendo il ruolo di Managing Director, Global Sales e Regional Marketing. Patrick lavorerà a stretto con Thorsten per lo sviluppo dei prodotti e le attività commerciali di tutto il mondo, consentendo un’esecuzione più veloce e adeguata alle esigenze del mercato locale.

Robin Bienfait manterrà il ruolo di CIO, responsabile delle operazioni BlackBerry, del servizio clienti e delle funzioni aziendali IT, assumendo anche la responsabilità della Business Unit Enterprise, focalizzandosi nella distribuzione di un servizio clienti eccellente grazie al quale RIM potrà estendere la leadership nel settore delle imprese.

David Yach, nel suo ruolo di CTO, si concentrerà su piattaforme software attuali e future. Jim Rowan invece sta assumendo anch’egli il ruolo di COO e continuerà ad essere responsabile di produzione, supply chain globali e servizi di riparazione. Sarà anche addetto alla supervisione dello sviluppo organizzativo e delle funzioni di gestione degli impianti. Brian Bidulka, CFO di RIM, sta lavorando insieme con Jim Rowan nella supervisione del programma di ottimizzazione dei costi, che è attualmente in corso.

Duole constatare che la dura legge di mercato miete sempre vittime tra i lavoratori, e ancor piu' dura a mandar giu' e' la consapevolezza che SIAMO NOI, con le nostre scelte consumistiche a determinare cio'...


Da Ispazio